Fare i soldi con i bitcoin

Nati come una “semplice” valuta virtuale, i bitcoin sono via via divenuti una realtà molto apprezzata e popolare tra gli utenti, ma soprattutto, un meccanismo in continua crescita che si pone in netta controtendenza rispetto alle valute più tradizionali.

In particolar modo il bitcoin è una valuta virtuale che in quanto tale viene gestita da una natura peer to peer. Il vantaggio principale proprio di questa moneta è dato dalla totale assenza di una banca centrale pronta a gestirne il valore e il metodo di utilizzo, di conseguenza il rischio che il bitcoin possa venire svalutato artificiosamente da un momento all’altro non esiste affatto.

Una valuta tradizionale, al contrario, tende ad essere svalutata in maniera sistematica per produrre degli effetti sull’economia di un dato Paese: in quest’ottica la moneta viene perciò utilizzata per scopi di pura natura economico-politica, dando adito alla possibilità che su di lei gravitino interessi che spesso e volentieri sono tutto fuorché chiari e legittimi (questo aspetto viene spiegato molto bene qui: http://www.tradingbitcoin24.com).

Come utilizzare il bitcoin per i propri investimenti

Trattandosi di una valuta virtuale è naturale che per sfruttare le enormi potenzialità del bitcoin sia necessario fare uso di un computer dotato di connessione Internet. In particolar modo è richiesta l’installazione sul proprio computer di un software specifico – tra l’altro di natura assolutamente open source – che dia modo di gestire le transazioni compravendita con la garanzia di trasparenza, sicurezza e affidabilità: a questo proposito è importante ribadire che non v’è alcuna possibilità di falsificare il programma né di alterare le oscillazioni del trend.

Chiunque, una volta installato l’apposito software sul proprio computer, può entrare a far parte della rete di investimenti sui bitcoin in maniera assolutamente anonima. E questa cosa può essere considerata una forma di resistenza al controllo, soprattutto in un’epoca in cui i governi nazionali e gli organismi sovranazionali tendono a metter mano su qualunque tipo di realtà, su qualunque genere di transazione o comunicazione elettronica.

Il bitcoin è legale o illegale? Facciamo chiarezza

Il fatto stesso che si parli di una moneta che non viene battuta da una banca centrale e di una rete di persone che si scambiano bitcoin nel più totale anonimato, può dar modo di credere che si stia chiamando in causa uno strumento illegale. Questa sensazione aumenta non appena si prende atto che la garanzia di riservatezza propria di questa moneta le permetta di essere utilizzata per movimentare transazioni di droghe e di altre sostanze illecite ergendola, di fatto, come la valuta “amica” di una qualsivoglia realtà criminale.

Questa considerazione, però, è del tutto priva di fondamento: in sé e per sé il bitcoin non è una valuta illegale semplicemente perchè è eticamente neutra. Il bitcoin è neutro esattamente come lo è l’euro, il dollaro o lo Yen. E’ l’uso che se ne fa, semmai, che può avere un valore etico ed eventualmente illegale! Del resto lo spaccio di droga o lo sfruttamento di attività immorali finora non sono forse avvenute con valute del tutto tradizionali? Eppure nessuno di noi si sognerebbe di affermare che l’euro è la valuta numero uno della mafia e che lo Yen sia quella adatta per movimentare il traffico di organi.

In ogni caso gli Stati nazionali, preso atto di come sia per loro impossibile reprimere una realtà ormai diffusa in molte aree del mondo e patrimonialmente di grande valore, tenderanno ad assumere un atteggiamento di sempre maggiore controllo. I bitcoin, non a caso, vengono ormai utilizzati per fare acquisti su Internet e stanno riuscendo ad insediarsi anche nella vita “reale”: eclatante è il caso dell’Università di Nicosia (Cipro) che ha permesso ai suoi iscritti di pagare le rette di studio tramite questa moneta virtuale!

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