La Riforma Costituzionale in Italia: cosa cambia se vince il Sì

Sono circa due anni che il Parlamento italiano si sta dedicando alla Riforma Costituzionale; la nuova norma cerca di superare il bicameralismo perfetto, sul cui funzionamento ebbero dei dubbi già i padri costituenti, pochi anni dopo aver approvato la nostra Costituzione. Le discussioni in merito affondano le loro radici già al 1948 e si sono succedute in diverse occasioni nel corso dei decenni. La situazione in Europa è ben diversa da quella italiana, ma ogni stato ha il diritto di decidere come organizzare la democrazia al suo interno. Il disegno di legge per la Riforma Costituzionale è già stato approvato dalla Camera lo scorso anno, mentre il Senato lo ha approvato a maggioranza nel gennaio 2016. Ora tocca alla cittadinanza esprimere il proprio parere  a riguardo.

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Come cambia il senato


La Riforma Costituzionale propone la nascita del nuovo Senato delle Regioni, i cui membri passano da 305 a 100. I nuoti senatori saranno scelti tra i governi locali: 74 saranno consiglieri regionali, 21 sindaci; i 5 restanti senatori saranno designati dal governo in carica. Il singolo Senatore resterà in carica fino a che sarà valido il suo ruolo a livello locale; se quindi dovesse cadere un governo regionale, i senatori di quella regione decadranno e si dovranno scegliere tra i nuovi consiglieri regionali, lo stesso avverrà con i sindaci. I nuovi senatori non percepiranno alcun tipo di pagamento per il ruolo svolto, visto che già ricevono un indennità per il loro ruolo a livello locale.

Quali decisioni


Oggi il Senato discute le stesse leggi che entrano alla Camera. Il senato delle Regioni invece perderà il potere legislativo e si occuperà esclusivamente di questioni locali, e dei trattati con l’Unione Europea. Le leggi, di qualsiasi genere, saranno quindi discusse esclusivamente all’interno della Camera. La Riforma modifica anche gli articolo della Costituzione che riguardano la possibilità per i cittadini di votare per i senatori solo dopo il compimento del 25 anno di età, infatti gli italiani non dovranno più eleggere direttamente i senatori, che saranno comunque scelti tra persone regolarmente elette a livello locale.

Il testo riguardante i referendum


Verrà modificata la costituzione anche in quei punti dove sono descritte le norme per i referendum. La riforma prevede infatti l’introduzione dei referendum propositivi; nel caso in cui si riuscissero a raccogliere più di 800.000 firme esisterà la possibilità di diminuire il quorum dei votanti per la validità del risultato dello scrutinio.

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